Gelato... che passione!

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Gelato... che passione!

Storia e curiosità del prodotto più amato dell'estate

Alla frutta o alle creme, artigianale o industriale, sul cono, in una coppetta, fatto in casa, da passeggio, classico, “strano” o addirittura allo yogurt e alla spina, il gelato è un alimento nutriente, digeribile, adatto a tutte le età. Leccato, succhiato, morso, sia d’estate che d’inverno, è una piacevole esperienza sensoriale, da ripetere, che esalta i più piccoli e rende allegri e più felici gli adulti, in qualunque momento della giornata. Chiamarlo dessert è riduttivo poiché questo alimento, così antico e amato, può essere consumato anche a colazione, a merenda o in sostituzione di un pasto, soprattutto nei mesi più caldi, quando l’appetito diminuisce a causa delle temperature elevate.

La parola “gelato” deriva dal verbo “gelare”, cioè trasformare in ghiaccio, infatti una miscela, ad esempio di latte e frutta, viene portata ad una temperatura di congelamento, sotto lo zero, di solito a -5°C, mentre una pala la gira continuamente. Tra i microcristalli di ghiaccio, rimane dell’aria e così, dopo diverse fasi di lavorazione, il gelato è servito! Oltre a proteine, fibre, grassi, acqua, carboidrati e minerali nel gelato sono presenti, secondo il gusto che si sceglie, vitamine, calcio, fosforo, potassio e antiossidanti.

Quando il gelato è artigianale viene prodotto dallo stesso rivenditore con materie prime fresche come il latte, cioè l’ingrediente principale, lo zucchero, le uova e la panna e quindi esposto in vetrina alla temperatura di 14 -15°C.

Nel 2012, ad Anzola dell'Emilia, in provincia di Bologna,è stato allestitouno spazio museale, il Gelato Museum Carpigiani,il primo museo del gelato al mondo, dedicato alla storia, alla cultura e alla tecnologia del gelato artigianale, dove è possibile anche prenotare la propria Gelato Experience preferita. All’interno del museo, su oltre 1000 metri quadrati, trovano spazio anche venti macchine originali, postazioni multimediali, migliaia di fotografie e documenti storici. Il gelato industriale contiene più grassi rispetto a quello artigianale, è distribuito anche in zone lontane dal luogo di produzione e preparato molti mesi prima del consumo, con latte in polvere, succhi di frutta concentrati e additivi quali coloranti e aromatizzanti. I gelati industriali vengono detti anche “soffiati”, perché prodotti con l'introduzione di aria, durante la fase di gelatura per cui diventano molto soffici e leggeri.

Il codice IGI (Istituto del Gelato Italiano) fissa dettagliatamente le regole di produzione della gelateria industriale in Italia, garantisce un alto standard qualitativo e rappresenta, dopo 20 anni dalla sua emanazione, l’unico esempio di “codice di regolamentazione” nel settore della gelateria. Secondo l’IGI il primo gelato industriale su stecco, il Mottarello al fiordilatte nasce in Italia nel 1948 mentre, negli anni ’50, arriva il primo cono con cialda industriale, il mitico Cornetto.

Dalla metà degli anni ‘60 sbarcano su Carosello le reclàm (pubblicità) di gelati, come Fortunello, Camillino, Arlecchino, Allegretto, prodotti dalle nuove industrie dolciarie come Motta, Alemagna, Tanara, Toseroni e inizia l’esposizione, nei bar, dei cartelli di metallo sui quali erano stampate le immagini del gelato, il nome ed il prezzo. Negli anni ’70, grazie alla diffusione del frezeer domestico, viene prodotto il primo secchiello formato famiglia, il Barattolino, e negli anni seguenti vengono prodotti altri gelati industriali anche in coppetta, tra i quali l'intramontabile Coppa del nonno. La strada per la diffusione di questi prodotti era ormai spianata!

Secondo la nota rivista Focus oggi i gelati rappresentano un esempio di consumo di massa. Ogni anno in Italia ne mangiamo in media 8 kg a testa. Un successo intramontabile anche grazie alle numerose varianti artigianali e alle ricette light, con latte di soia, senza lattosio o con le cialde senza glutine. Il gelato offre inoltre una continua sperimentazione di sapori alternativi a quelli tradizionali. Se i gusti preferiti dagli italiani sembrano essere cioccolato (27%), nocciola (20%), limone (13%), fragola (12%), crema (10%), stracciatella (9%) e pistacchio (8%), ne esistono varianti dolci e salate. Alcune sono insolite come il gelato al gusto di wasabi, una delle salse giapponesi più amate, il gelato alla birra, tra i protagonisti dell’Oktoberfest in Germania, il gelato al parmigiano reggiano o alle pere e gorgonzola, utilizzati in Italia come gelato gastronomico in abbinamento ad alcuni piatti. C’è poi il gelato al nero di seppia e calamari, che sta conquistando tutta l’Asia, dal Giappone alla Corea o il gelato alla vaniglia con sciroppo d’acero e bacon croccante, lanciato da una gelateria del Delaware, negli Stati Uniti, ma che ha riscosso un’enorme successo anche in Italia. Tra le proposte “salate” ci sono anche il gelato al gusto pizza, a base di aglio, pomodori, formaggio e origano con una base cremosa, preparata con fior di latte, confettura di pomodori san Marzano e sbriciolata di pizza, il gelato al rosmarino che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia come piatto da Gourmet, il gelato al prosecco, al prosciutto, e infine, tra l’elenco dei gusti di gelato più strani, il gelato alla Carolina Reaper, così piccante che la gelateria lo vende solo a persone che hanno almeno 18 anni e che abbiano firmato un esonero di responsabilità.

Non è facile attribuire una “paternità” al gelato. Secondo le ricostruzioni storiche dell’Istituto del Gelato Italiano, l’invenzione del gelato artigianale è legata al nostro territorio e alla cucina italiana. Il gelato moderno, un po’ diverso dai suoi antichi progenitori prodotti sin dalle prime civiltà, è stato inventato in Italia, nel periodo Rinascimentale, dall’architetto Bernardo Buontalenti, presso la corte di Caterina de' Medici a Firenze. Una svolta nella produzione del gelato avvenne però negli Stati Uniti, dove una donna, Nancy Johnson, inventò e brevettò, nel settembre 1843, la prima gelatiera a manovella. Alle successive evoluzioni nei sistemi di congelamento si deve la nascita dei celebri ice cream trucks, furgoncini-chiosco, popolarissimi nel mondo anglosassone. Quando le gelaterie non erano così diffuse infatti, gli ambulanti erano numerosi e portavano il gelato italiano nelle capitali d'Europa. La produzione di gelati divenne così sempre più capillare e coinvolse un numero crescente di consumatori attratti anche dai costi più bassi rispetto al passato, quando il gelato era considerato un lusso. L’invenzione del “cono”, fedele compagno del gelato, è avvenuta, invece, all’alba del XX secolo forse da parte di Italo Marchioni, un gelataio originario della regione italiana del Cadore, ma emigrato a New York, che brevettò un suo apparecchio per la realizzazione di coppe da gelato commestibili. Una seconda ipotesi è che il cono per il gelato fu inventato dal pasticciere siriano Ernst Hamwi che, secondo alcune ricostruzioni del New York Times, fu il primo a servire il gelato in una pasta croccante, cotta in una pressa per wafer.

Insomma, il viaggio intrapreso dal gelato all’alba delle prime civiltà sembra essere ancora lungo e ricco di avventure presenti e future!

Qual'è la tua opinione sul gelato? Pensaci mentre assopori uno dei tuoi gusti preferiti. Ti basta ordinare da mipiaace! mettiti comodo e lascia fare a noi!